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Prodotti tipici

La Mela Campanina di Modena

Mela Campanina

Cenni storici

L'origine di questa varietà non è nota, ma potrebbe trattarsi di un semenzale individuato nel modenese come fa supporre l'appellativo "pomo di Modena" col quale veniva denominata nel 1815 dal pomologo Gallesio.

Era abbastanza diffusa nella media e bassa provincia di Modena, di Reggio Emilia, nell’Oltre Po Mantovano e nel Ferrarese.

Don Felice Ceretti, storico di Mirandola, ne “L’Indicatore Mirandolese”, parla di “pomi detti campanini dei quali nell’autunno si fanno larghe provviste e si trasportano fino a Venezia e ad altre città”.

Lo studioso di tradizioni mirandolesi Vilmo Cappi alla fine del '900, scriveva: “Tra la frutta, tipiche sono le mele campanine che ora stanno scomparendo perché sostituite da varietà e tipi più commerciali, ma che da non pochi vengono desiderate ancora e ricercate perché si conservano a lungo, tutto l’inverno, e mantengono sempre intatte la loro fragranza e la loro polpa bianca e pulita che sembra di marmo”.

Scheda pomologica

  • Frutto di pezzatura medio-piccola (mm 64x65x58)
  • Peso medio del frutto 90/120 g di forma sferoidale
  • Buccia che presenta il colore di fondo giallo citrino e di sovra colore con macchie rosso vivo nella parte soleggiata, la mela si presenta liscia e lucida. La polpa è di colore bianco crema leggermente verdastra, contenuto in zuccheri medio e acidità lieve
  • La cultivar riesce ad allegare almeno due frutti per corimbo
  • Le foglie misurano circa 93 mm di lunghezza e 62 di larghezza, di forma ellittica, con margine crenato o seghettato
  • La pagina inferiore è tomentosa. Il picciolo misura mediamente 26 mm.


Proprietà nutrizionali
Uno studio eseguito da ricercatori di Bologna, mette in risalto le caratteristiche di sei antiche varietà di melo caratteristiche dell’areale Emiliano-Romagnolo.


Lo studio, intitolato Caratterizzazione e valorizzazione tecnologica di antiche varietà di melo dell’Emilia-Romagna, si pone come obiettivo di scoprire ed evidenziare le caratteristiche intrinseche e qualitative di queste varietà.

In particolare spicca fra tutte la mela campanina con un contenuto in composti funzionali (acido ascorbico, polifenoli e pectine) superiore a tutte le altre varietà e almeno quattro volte superiore alla varietà Golden Delicious. Tali composti (contenuti sia nei frutti freschi che nelle puree) vengono in gergo definiti sostanze antiossidanti importantissime per la prevenzione di malattie e disfunzioni del nostro organismo.

Trasformazione del prodotto
L’importanza di questa piccola mela è data non solo dalle rare peculiarità intrinseche per le quali si riconoscono, ma anche dal prodotto che ne deriva dalla sua trasformazione.

La tradizione ci ricorda la conosciutissima "mostarda di mele campanine" che veniva consumata nei gelidi mesi invernali ed accompagnava le giornate di festa dei nostri nonni. La mostarda, come la confettura di mele campanine o mista (mele campanine, succo d’uva, mele e pere cotogne, bucce di arance, etc), continua ad essere prodotta e consumata da esperti degustatori.


Negli ultimi anni si è cercato di ricavare un trasformato della mela campanina, la “polpa di mela campanina” della bassa modenese che è un prodotto esclusivamente al naturale, ottenuto attraverso una sorta di "polpa grattugiata" a temperatura relativamente bassa per non disperderne le importanti sostanze contenute nel frutto fresco.

Il marchio di tutela
Il Marchio "Mela Campanina di Modena" è stato realizzato dalla Camera di Commercio di Modena in collaborazione con il GAL e l'Unione Comuni Modenesi Area Nord.

Il marchio collettivo "Tradizione e Sapori di Modena" è finalizzato alla tutela delle tipicità agroalimentari modenesi. E' di proprietà della Camera di Commercio di Modena, che sorveglia sul corretto uso dello stesso direttamente o avvalendosi delle verifiche di un Organismo di controllo terzo e indipendente.